Se quei file li guardi con la logica di Netflix, vedrai un complotto; se li guardi come uno storico, vedrai una struttura; se li guardi come un moralista, proverai indignazione; se li guardi come un analista, vedrai il sistema. La tossicità non risiede nei documenti, ma nello sguardo isterico di chi li osserva. di Riccardo Bernini Quello che stiamo attraversando non appartiene alla cronaca giudiziaria, né può essere derubricato come l’ennesimo rigurgito di scandalo mediatico alimentato dai social network. La questione è più secca, quasi chirurgica: riguarda la postura dell’intellettuale di fronte al materiale sporco del mondo. La scelta è semplice e brutale: proteggersi o esporsi. Esiste una posizione, elegantemente difesa da Riccardo Delferro , che propone una sorta di “igiene informativa”. Alcuni contenuti sarebbero una discarica tossica; di conseguenza, occorrerebbe operare una selezione kantiana di ciò che è degno di abitare la coscienza. È una tesi raffinata, ma errata. Pres...
Zalone non è il più grande. Non è il più puro. È il più resistente. Perché ogni tanto tradisce se stesso, ma non tradisce mai la maschera. Gli altri tradiscono sempre la maschera per salvare se stessi. Ed è lì che finiscono. di Riccardo Bernini La comicità non è un genere. È una condizione del linguaggio . E come tutte le condizioni del linguaggio, o è viva oppure è morta. Non esistono vie di mezzo. L’errore più comune, soprattutto in Italia, è continuare a trattarla come una tradizione estetica, quando in realtà è una zona di rischio ontologico : un punto in cui il linguaggio smette di rappresentare il mondo e inizia a incrinarlo. Da questo punto di vista, il problema non è quanti comici esistano oggi in Italia. Il problema è che nessuno di loro è strutturalmente necessario . Sono intercambiabili, fungibili, sostituibili. Funzionano come caratteristi: imitano, interpretano, doppiando una realtà già data. Il caratterista è sempre “qualcuno che fa qualcuno”. Il comic...