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Si consiglia di leggere prima di proseguire

 

Layla Malcal (レイラ・マルカル)
Origine: Code Geass: Akito the Exiled

Il progetto

Questo progetto nasce da una domanda semplice ma radicale: che cosa accade se restituiamo alle eroine del manga e dell’anime la possibilità di leggere, di pensare, di abitare il mondo con lo sguardo riflessivo che troppo spesso viene loro negato?

È un gesto che non vuole sovvertire, ma accogliere. Non vuole deformare, ma rivelare. È, in fondo, un esercizio di ascolto.

Le figure femminili che compaiono nelle immagini non sono mie creazioni. Sono personaggi creati da autori e autrici che stimo profondamente, e a cui questo progetto vuole rendere omaggio, mai appropriazione.

Kyoko Otonashi è frutto dell’arte di Rumiko Takahashi, Madoka Ayukawa nasce dal lavoro di Izumi Matsumoto e Tsukasa Hojo (Kimagure Orange Road), Yumeko Jabami e Kirari Momobami provengono dal manga Kakegurui scritto da Homura Kawamoto e disegnato da Tōru Naomura, Hiromi Oka è la protagonista di Ace o Nerae! (Aim for the Ace!) di Sumika Yamamoto, Nanako Misonoo, da Oniisama e… (Caro Fratello), è creata da Riyoko Ikeda. Ogni immagine cerca di essere il più possibile fedele ai disegni, ai volti, ai gesti, allo spirito di queste opere.

La mia è una forma di ri-contestualizzazione rispettosa: prendo queste figure e le immagino lettrici. Lettrici vere, profonde, critiche. Non un pretesto decorativo, ma un gesto poetico e politico.

Le accompagno con libri scelti con cura. Libri che hanno trasformato la mia vita e che interpellano chi guarda: Dalla parte di Swann di Marcel Proust, Infinite Jest di David Foster Wallace, 2666 di Roberto Bolaño, Kokoro di Natsume Sōseki, Il teatro senza spettacolo di Carmelo Bene, Il tradimento dei chierici di Julien Benda, Midaregami di Yosano Akiko, La meccanica nel suo sviluppo storico-critico di Ernst Mach, Canti di Giacomo Leopardi, Le note del guanciale di Sei Shōnagon, Il diario di Murasaki Shikibu, Arte e sistema dell’arte di Achille Bonito Oliva, e molti altri.

Queste immagini compongono una Scuola di Atene interamente femminile, in cui le protagoniste non sono muse ma pensatrici. Il gesto della lettura — intimo, sovversivo, irripetibile — diventa atto di libertà. Ogni immagine è un altare laico, una variazione visiva sul tema dell’intelligenza.

Uso i social come luogo di resistenza. Uno spazio lento, artigianale, dove ogni post è pensato, scritto, lucidato. Dove ogni dettaglio — un taglio di luce, una copertina, un gesto — è scelto per restituire complessità, non per semplificare.

È un progetto ancora in divenire, come tutto ciò che ha valore. Si affina come si affina il suono di uno strumento, o la superficie di un legno raro. Si lavora, si rivede, si lima.

Non c’è ironia, qui. C’è affetto, rigore e una stima profonda per ogni autore coinvolto.

Io sono solo un lettore tra altri. Ma provo a leggere con attenzione.


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