“In voi vedo tutte le donne del mondo”. Una dichiarazione che ricorda lo sguardo di Brodskij di fronte ad Achmatova di Riccardo Bernini Il film di Pietro Marcello dedicato a Eleonora Duse, in apparenza curato e persino raffinato in alcuni passaggi, rivela però fragilità decisive che lo fanno fallire in pieno. Prima di tutto, non rende giustizia alla materia: la figura della Duse sfugge completamente al regista, sia sul piano storico che su quello artistico. Marcello, anziché penetrare la realtà con uno sguardo situazionista, sceglie la via più rassicurante del biografismo, e così priva la Duse di qualsiasi dimensione rivoluzionaria. Gli attori evocati come comprimari — Ermete Zacconi e Memo Benassi, colonne indiscusse del teatro italiano e mondiale — vengono trattati con superficialità estrema: non sono veri personaggi, ma figure ornamentali, quasi comparse. Lo stesso accade alla protagonista. La Duse interpretata da Valeria Bruni Tedeschi appare come una caricatura di attrice sen...
Sfuggito all'altare del video, ora domatore di parole